Conservare le fotografie di famiglia in un album cartaceo richiede molto più di una scelta estetica: si tratta di un vero e proprio processo di conservazione archivistica. La scelta dei materiali e il metodo di archiviazione determinano se le immagini manterranno la loro nitidezza per generazioni o se subiranno un rapido deterioramento chimico.
I nemici chimici delle fotografie: acidità e plastificanti
Le fotografie storiche e moderne sono composte da strati sensibili: un supporto e un'emulsione chimica che trattiene i pigmenti o i sali d'argento. Quando queste immagini entrano in contatto con materiali non idonei, si innescano reazioni di degradazione irreversibili. Il pericolo principale è rappresentato dall'acido e dalla lignina della carta comune. La lignina si scompone nel tempo rilasciando sostanze acide che ingialliscono e infragiliscono il supporto cartaceo.
Un altro rischio deriva dall'uso di album economici con tasche in PVC. Questo materiale rilascia plastificanti volatili e acido cloridrico, che aggrediscono l'emulsione fotografica, rendendola appiccicosa e causando lo sbiadimento dei colori. Per questo motivo, la conservazione a lungo termine esige l'uso di materiali che superino il PAT (Photographic Activity Test), uno standard che certifica l'inerzia chimica dei materiali a contatto con le foto.
La scelta dei materiali: carta e supporti d'archivio
Per creare un archivio di famiglia destinato a durare, l'album deve soddisfare requisiti chimici rigorosi. La carta delle pagine interne deve essere priva di acidi (acid-free) e avere un pH neutro o leggermente alcalino (tra 7,5 e 8,5). Questa alcalinità è garantita da una riserva alcalina, solitamente carbonato di calcio, che funge da barriera contro gli inquinanti acidi ambientali.
- Carta di cotone o alfa-cellulosa: fibre pure e stabili, prive di lignina, ideali per evitare l'ingiallimento delle pagine dell'album.
- Polimeri inerti: se si scelgono tasche trasparenti, devono essere in poliestere, polipropilene o polietilene. Questi materiali stabili non rilasciano gas e non si attaccano alla superficie della foto.
- Fogli di protezione in carta velina: fogli di glassine posizionati tra le pagine per evitare lo sfregamento meccanico e il trasferimento di pigmenti.
Tecniche di montaggio: evitare i danni meccanici e chimici
Il modo in cui le foto vengono fissate alla pagina è cruciale. Gli adesivi commerciali comuni o le colle viniliche a base d'acqua penetrano nelle fibre della carta, causando macchie traslucide e deformazioni causate dall'umidità.
Il metodo migliore è l'uso di angoli per foto (photo corners) autoadesivi. Questi angoli, in polipropilene d'archivio o carta priva di acidi, trattengono la foto senza che l'adesivo tocchi l'immagine. Questo sistema protegge l'emulsione e permette di rimuovere la fotografia senza rischiare strappi. Se si preferisce un incollaggio piatto, si devono usare colle d'archivio a pH neutro, come l'amido di grano purificato o adesivi acrilici specifici per restauro, applicati con parsimonia mediante pennelli morbidi.
Conservazione ambientale e manipolazione corretta
Anche l'album migliore non protegge le foto se conservato in un ambiente inadeguato. Le reazioni chimiche di degradazione, come l'idrolisi e l'ossidazione, sono accelerate da temperatura, umidità e radiazioni UV.
La temperatura ideale deve essere costante, preferibilmente sotto i 20 °C, poiché il calore accelera il decadimento chimico. L'umidità relativa deve oscillare tra il 30% e il 50%. Un'umidità superiore al 60% favorisce muffe che digeriscono l'emulsione gelatinosa delle foto, mentre un'umidità troppo bassa rende la carta fragile. L'album va riposto in posizione verticale per evitare pressioni eccessive, e conservato al riparo dalla luce solare diretta e da sbalzi termici.
Infine, durante l'allestimento dell'album, è fondamentale indossare guanti di cotone o in nitrile. La pelle umana secerne sebo e acidi deboli che lasciano impronte digitali permanenti, le quali col tempo attirano polvere e innescano processi corrosivi localizzati sull'emulsione fotografica.