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Condizionatore senza unità esterna: requisiti e soluzioni per l'appartamento

Guida tecnica all'installazione del condizionatore senza unità esterna: requisiti termici, gestione della condensa e flussi d'aria.

Condizionatore senza unità esterna: requisiti e soluzioni per l'appartamento

Installare un sistema di climatizzazione in appartamento può rivelarsi complesso, soprattutto in presenza di vincoli architettonici, storici o condominiali che vietano l'applicazione di motori visibili sulle facciate esterne.

La termodinamica del condizionatore monoblocco

Ogni sistema di refrigerazione si basa sul ciclo di compressione del gas refrigerante. Questo processo assorbe il calore dall'ambiente interno e deve necessariamente espellerlo all'esterno. Nei sistemi tradizionali sdoppiati (split), questa espulsione avviene tramite l'unità posizionata sulla parete esterna dell'edificio. Nei condizionatori senza unità esterna, tutti i componenti meccanici — compressore, condensatore ed evaporatore — sono racchiusi all'interno di un unico corpo macchina posizionato nell'abitazione.

Per garantire lo scambio termico con l'esterno, questi apparecchi utilizzano uno o due condotti flessibili che collegano la macchina con l'ambiente esterno attraverso fori praticati nel muro perimetrale o nel vetro della finestra. Senza questi canali di espulsione, l'aria calda sottratta verrebbe immediatamente reimmessa nella stanza, annullando l'effetto refrigerante dell'impianto.

Tipologie di installazione e requisiti strutturali

Le soluzioni per ovviare alla mancanza di un motore esterno si dividono principalmente in due categorie, ciascuna adatta a specifiche configurazioni spaziali:

  • Sistemi monoblocco fissi a parete: Si installano su un muro perimetrale e richiedono l'esecuzione di due carotaggi (solitamente di diametro compreso tra i 160 e i 200 millimetri). Questi fori collegano direttamente il retro dell'unità con l'esterno e vengono coperti da griglie bocchettone flessibili a filo muro, riducendo quasi a zero l'impatto visivo esterno.
  • Unità portatili con tubo flessibile: Non richiedono installazioni murarie fisse, ma necessitano di un collegamento temporaneo verso l'esterno. Il tubo di scarico dell'aria calda deve essere convogliato attraverso una finestra socchiusa dotata di guarnizione isolante in tessuto, oppure tramite un foro calibrato sul vetro della finestra stessa per evitare il rientro dell'aria calda esterna.

Gestione dell'umidità e della condensa

Durante il processo di raffreddamento dell'aria, l'umidità presente nell'ambiente interno condensa evaporando sulla batteria fredda dell'apparecchio. Questa condensa deve essere smaltita efficacemente per evitare danni alle superfici domestiche. Nelle unità fisse senza motore esterno, l'acqua viene solitamente espulsa per gravità attraverso un piccolo tubo di scarico aggiuntivo rivolto verso l'esterno, oppure vaporizzata e spinta fuori insieme all'aria calda di scarico. Nei modelli portatili, la condensa si accumula spesso in una vaschetta interna che richiede lo svuotamento periodico manuale, a meno che non si colleghi un tubo di scarico continuo a gravità verso uno scarico idrico domestico.

Analisi dei flussi d'aria e posizionamento strategico

Per ottimizzare l'efficienza termica del condizionatore monoblocco, è fondamentale valutare la fluidodinamica della stanza. L'aria fredda, essendo più densa e pesante, tende a scendere verso il basso, mentre l'aria calda sale. Di conseguenza, le unità fisse installate nella parte alta della parete offrono una distribuzione del fresco più omogenea. Al contrario, le unità portatili o i monoblocco posizionati a pavimento richiedono una corretta inclinazione delle alette deflettrici verso l'alto per evitare stratificazioni termiche spiacevoli e garantire una circolazione dell'aria costante in tutto il volume della stanza.